Crescere figlie femmine. Il libro di Steve Biddulph

Steve Biddulph il terapista familiare australiano, autore del libro “Come crescere figli maschi” si è impegnato, con il suo libro “Crescere figlie femmine” edito dalla TEA, nella scrittura di un manuale- guida sulla crescita al femminile, affrontando gli ostacoli che possono interferire nella crescita di una donna.

Il percorso di Biddulph inizia e segue la costruzione della personalità di una donna dalla nascita sino alla soglia dei 18 anni, analizzando le fasi dello sviluppo della bambina-ragazza-donna e fornendo alcuni elementi, utili ai genitori, perché sostengano la futura donna ad affrontare le difficoltà con gli strumenti necessari: autostima, serenità e gioia.

Biddulph, nel suo manuale, dedica ampio spazio ad alcuni “drammi” sociali che possono avere un impatto destabilizzante sulla personalità in crescita della ragazza: bullismo, dipendenza da alcol e sostanze ma anche un rapporto ossessivo col proprio corpo.

Quel che l’autore individua come uno “schivare i pericoli” della società perché si arrivi a una piena consapevolezza di sé e della propria personalità.

Il bullismo, ad esempio, citato tra le argomentazioni principali che adduce per chiarire concetti quali la prepotenza, l’aggressività e la difesa, viene affrontato sia che la ragazza ne sia vittima sia che sia la carnefice.

Fenomeno, quello del bullismo, che riguarda circa una bambina su 5, per cui si pone un’esigenza reale di contrasto perché avvenga uno sviluppo sano della personalità della futura donna.

La prepotenza, secondo Biddulph, ha origini familiari e nascerebbe da un cattivo dialogo con i genitori e un sentimento d’amore non adeguatamente dimostrato in ambito familiare.

Una ragazza che sta bene con la famiglia, sta bene anche con sé stessa e non ha bisogno di umiliare gli altri.

Allo stesso tempo i genitori dovrebbero insegnare loro il valore della protezione verso i più deboli senza il timore di esporsi in prima persona per evitare che altri vengano umiliati.

Un elemento che aiuta la ragazza in una visione critica del sistema amicale in cui è inserita e che la sostiene nello sviluppo dell’empatia verso i coetanei.

Argomento che si lega a una certa ansia di piacere agli altri che potrebbe tradursi in una cattiva gestione della socialità, dello sviluppo sessuale e nell’insorgere di ansia e angosce difficili da interpretare per la giovane donna.

Gli standard estetici propinati con insistenza dai media potrebbero minare l’autostima, quindi, non troppa Tv, internet e social e una presenza giocosa e interessata per la ragazza che così, non solo non nasconderà vissuti personali rischiosi, ma riuscirà nella costruzione di relazioni con i ragazzi non pericolose.

Le relazioni amorose rischiose, infatti, degenerano, in casi specifici, nei disturbi alimentari, un rapporto ossessivo col proprio corpo e con il cibo che rimandano alla sfera degli affetti e dell’autostima.

Perdere peso può rappresentare un’esigenza reale ma i genitori non dovrebbero incoraggiare diete sbilanciate e abitudini alimentari scorrette che incidono sull’umore e su stati emotivi “a rischio”.

Più preoccupato dall’assunzione di alcol che da sostanze stupefacenti, l’autore Biddulph, ritiene l’abuso di alcol più pericoloso per la sua facile reperibilità e per il suo uso sregolato.

Informazione, allora, sui rischi legati all’assunzione di alcol da parte dei genitori, soprattutto, informandole sui rischi di una possibile vulnerabilità che esso produce e che può esporle a rischi anche gravi come incidenti stradali e violenze sessuali.

Le ragazze del 2020, native digitali si, ma esposte ugualmente alle insidie del web.

Che fare?

Evitare, scrive Biddulph, di fornire le figlie di account social sotto i 12 anni per non allontanarle dai rapporti reali e non sottoporle ad alcun tipo di stress.

Superati i 12 anni bisognerebbe evitare l’uso degli smartphone quando sono in camera da sole perché le reali stime sulle insidie di pedofili e pornografia forniscono larghi margini di possibilità che loro cadano in qualche rete estremamente dannosa.

Controllo, quindi, senza ossessioni da parte dei genitori perché consapevolizzate, le ragazze possano saper scegliere per il loro bene.

Leggi anche: https://www.salutebuongiorno.it/2019/09/sentirsi-soli-sui-social-adolescenti-a-rischio/

 

 

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