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Pera il succo contaminato un pericolo per i bambini

La pera, in succo o fresca, contribuisce in maniera efficace al benessere fisico della persona grazie alla presenza di boro e fibre che rispettivamente contrastano la demineralizzazione ossea, migliorano i riflessi e aiutano il processo di flusso intestinale.

Una piccola quantità di pere, come ad esempio 5 pere, soddisfa il fabbisogno minerale dell’organismo e ricopre il 32% di quello di fibre.

La rivista Foods, però, con la pubblicazione di uno studio della facoltà di Farmacia della Federico II di Napoli e dell’Università di Valencia, Spagna, ha indagato sui prodotti a base di pera, i succhi di pera, presenti sul mercato italiano, rilevando la presenza di micotossine, un pericolo soprattutto per la salute dei più piccoli.

I prodotti presi in esame e prelevati dai banchi del supermercato hanno presentato la presenza anche di 9 micotossine diverse, nel dettaglio zearalenone, enniatine B, B1, A e A1, micotossine emergenti di Fusarium.

L’analisi retrospettiva su una biblioteca spettrale di massa ha poi rilevato 77 residui di pesticidi tra cui l’etossichina e il triazofos, pesticidi non approvati e presi in considerazione per una valutazione dei rischi sulla salute.

21 campioni di succo di pera dai quali i ricercatori hanno identificato le micotossine che possono causare immunodepressione e nefrotossicità oltre che essere cancerogene.

I residui di pesticidi, i pesticidi utilizzati sulla pera hanno lo scopo di contrastare le malattie post raccolta, rivelano un’ampia serie di sostanze tossiche e che accumulate dall’organismo potrebbero causare disturbi riproduttivi e dello sviluppo oltre che neurotossicità.

Scrivono gli scienziati: “I risultati ottenuti evidenziano un’ampia contaminazione del succo di pera commercializzato con composti indesiderati, tra cui micotossine e residui di pesticidi.

Pertanto, devono essere effettuati studi di caratterizzazione del rischio cumulativo di sostanze indesiderabili con effetti cronici, nonché studi di valutazione del rischio più realistici.

Considerando che i bambini rappresentano uno dei maggiori obiettivi per i succhi di frutta insieme alla tendenza alla rivolta dei prodotti rispettosi dell’ambiente, è necessario valutare il profilo di contaminazione di questi prodotti per garantire un consumo sicuro”

Le diete alimentari degli ultimi anni hanno suggerito un’assunzione cospicua di frutta e verdura proprio per le loro proprietà benefiche in quanto proteggono l’organismo da malattie croniche.

Questa la teoria che sottende l’aumento della richiesta e del consumo dei succhi di frutta, consigliati da nutrizionisti e dietisti, e che, come attesta l’European Fruit Association registrano un consumo di 9,2 miliardi di litri almeno fino all’anno 2017.

“L’assunzione frequente di succo di pera – scrive il pool di ricercatori italiani e spagnoli- richiede severi controlli di qualità, soprattutto quando i bambini diventano un gruppo target importante, al fine di garantire un consumo sicuro”.

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