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Giornata della Terra

La Giornata della Terra , il 22 aprile, è stata istituita nel 1970 grazie all’opera dell’attivista americano John McConnell.

La Giornata della Terra fu poi formalizzata da Denis Hayes, sempre nel 1970.

Lo scopo dell’istituzione di questa celebrazione è quello di sensibilizzare la società sulle bellezze del pianeta che ci ospita.

L’idea della Giornata della Terra nacque da un libro di una biologa statunitense Rachel Carson dal titolo Primavera silenziosa, del 1962.

I fatti storici che segnarono la necessità di sensibilizzare i cittadini sulla salute del pianeta, risalgono al 1969, quando nell’inverno in California, sulle coste, una ingente perdita di petrolio, la più dannosa che ricordino i californiani, uccise la fauna oceanica e californiana, dagli uccelli ai delfini, fino agli orsi marini.

Il fatto segnò drammaticamente anche l’opinione pubblica, e si cominciava a porre il problema del petrolio.

Oggi la Giornata della Terra è una data sensibilmente voluta da molti, soprattutto dai ragazzi così come rileva un sondaggio realizzato da Ipsos per #ClimateOfChange, la campagna di comunicazione europea guidata da WeWorld, un’organizzazione italiana che ha coinvolto 13 Paesi europei, istituzioni e centri di ricerca, tra cui l’Università degli Studi di Bologna e Comune di Bologna.

Secondo questo sondaggio oltre il 70% dei giovani tra i 15 e i 35 anni di 23 Paesi europei ritiene che i governi che non agiscono in maniera adeguata contro l’inquinamento e il cambiamento climatico.

Giornata della Terra

La Giornata della Terra diventa allora occasione per ripensare la politica e l’economia, nel dettaglio, Legambiente pubblica un documento che non solo informa ma che tenta di introdurre alcune buone pratiche per la salute della Terra.

Dal tema dell’energia a cosa scegliere al supermercato.

Sulle fonti rinnovabili, così come scrive Legambiente sono 7.776 i comuni dove è stato installato almeno un impianto fotovoltaico, 7.223 quelli del solare termico, 1.489 quelli del mini idroelettrico e 1.049 quelli dell’eolico, 3.616 quelli delle bioenergie e 594 quelli della geotermia.

In Italia ci sono 778 mila impianti fotovoltaici, oltre 3.539 idroelettrici, 4.805 eolici, 2.808 a bioenergie, 15.365 geotermici tra alta e bassa entalpia, oltre a 4,4 milioni di metri quadri di impianti di solari termici e più di 66mila impianti a bioenergie termici.

Anche in tema di mobilità, un passo avanti è stato fatto durante la pandemia, grazie all’aumento dell’uso della bicicletta.

In Italia – secondo i dati ANCMA – nel mese di maggio 2020 l’incremento delle vendite di biciclette in Italia è stato del 60% in più rispetto al venduto nello stesso periodo dell’anno precedente.

Ma si può fare ancora molto – spiega Legambiente – visto che, per esempio, solo il 5,4% dei nuovi bus entrati in servizio nel 2019 sono a emissioni zero, pur essendo il nostro Paese uno dei maggiori acquirenti di autobus in Europa”.

E al supermercato?

Basta prediligere prodotti freschi, con pochi imballaggi, possibilmente a filiera corta. E comprare solo il necessario per evitare sprechi.

L’impatto sul Pianeta dipende moltissimo anche dai rifiuti che produciamo.

Solo nel 2019 abbiamo prodotto 30 milioni di tonnellate di rifiuti urbani, circa 500 chili a persona.

 

Leggi anche:  Inquinamento indoor: quanto ne sappiamo?

 

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