Dieta dell’orologio

La dieta dell’orologio è un regime alimentare che restringe il tempo di assunzione dei pasti e allunga i tempi di digiuno.

Nel dettaglio, secondo la dieta dell’orologio, bisognerebbe assumere alimenti in una fascia oraria lunga 10 ore rimanendo poi digiuni per 14 ore continue.

In questo tipo di regime alimentare non c’è il conteggio delle calorie, soltanto è necessario rientrare in questi schemi orari.

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Colazione alle 8.00 del mattino e la cena alle 18.00 così da assicurarsi queste ore di digiuno perlopiù notturno.

Quali sono i vantaggi?

La dieta dell’orologio contrasterebbe l’insorgere del diabete

A descrivere gli effetti di questa dieta è una ricerca pubblicata dalla rivista “Cell Metabolism”.

Si tratta di una ricerca non troppo ampia ma che comunque deduce questo tipo di risultato.

dieta dell'orologio

Lo studio ha analizzato 19 pazienti con sindrome metabolica, soggetti in sovrappeso, con ipertensione e glicemia alta a digiuno.

Queste persone hanno seguito la dieta dell’orologio per una durata complessiva di tre mesi, perdendo peso, come da tempo si conosce questo tipo di effetto, ma soprattutto, vedendo ridursi i valori inclusi quelli del colesterolo.

Coloro che soffrono di sindrome metabolica rischiano maggiormente di soffrire poi di diabete, e questa ricerca fa, dunque, ben sperare in un’ottica di percorso preventivo.

Dei 19 partecipanti, 12 avevano una glicemia a digiuno.

All’interno di questi partecipanti, c’è stata una significativa riduzione di con tendenze verso il miglioramento della glicemia media e della glicemia a digiuno da un prelievo di sangue, dopo aver seguito la dieta dell’orologio.

dieta dell'orologio

La riduzione della glicemia era correlata all’entità dell’iperglicemia.

Sebbene la maggior parte dei nostri partecipanti con glicemia a digiuno ≥100 mg/dL al basale avesse pre-diabete, a uno dei partecipanti è stato diagnosticato il diabete di tipo 2 e aveva un HbA1c del 6,5% e una glicemia a digiuno di 167 mg/dL. 

Alla fine dell’intervento, l’HbA1c di questo partecipante era 5,5 (-1,0% di variazione) e la glicemia a digiuno era 116 mg/dL (-51 mg/dL). Dai dati CGM, questo partecipante ha mostrato grandi miglioramenti nella glicemia media (-47,76 mg/dL), tempo nell’intervallo (70-140 mg/dL; 45,76%).”

Un piccolo studio, ma di successo, che prelude nuovi approfondimenti sull’argomento.

 

 

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