Aglio dalla cucina agli integratori

L’aglio, in botanica Allium Sativum L., è noto per i suoi usi da molti secoli, sia in cucina che in etnofarmacologia presso numerose culture.

Sul mercato troviamo l’aglio anche come integratore farmaceutico.

In vetta tra i prodotti più consumati, l’aglio come integratore, risulta particolarmente ricco di organosolforati, utili nel trattamento e nella prevenzione cardiovascolare e oncologica.

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In un documento pubblicato dalla rivista scientifica Nutrition Foundation of Italy si legge:

“nell’aglio si possono identificare principalmente due classi di composti organosolforati:
1)    le gamma-glutamilcisteine;
2)    i solfossidi delle cisteine. L’allicisteina sulfossido
(allicina) costituisce circa l’80% dei solfossidi dell’aglio.

Quando gli spicchi  vengono spezzati, triturati, macinati o masticati, si liberano enzimi, le allinasi, che catalizzano la formazione di acidi sulfenici.

Questi acidi reagiscono spontaneamente tra di loro formando rapidamente (entro 10-60 secondi dalla rottura dello spicchio) i tiosulfinati.

L’allicina che si forma tramite queste reazioni, si degrada in composti solforati liposolubili, quali l’ajoene”.

aglio

L’alimento dunque essere spezzato e triturato per portare alla formazione delle molecole potenzialmente salutari, si può consumare come tale o sotto forma di integratore.

Fresco pestato fornisce circa 2.500 – 4.500 microgrammi (millesimo di milligrammo) di allicina per grammo di peso.

Per quanto riguarda la sicurezza d’uso, i principali effetti secondari sono oggettivi e si riferiscono allo sviluppo di sgradevole odore di sudore e respiro.

Il consumo di questo alimento in gravidanza e allattamento non sembra al momento avere controindicazioni, anche se l’assunzione di aglio conferisce un particolare sapore al latte, che si può tradurre in una minor quantità bevuta dal neonato.


Chi lo consuma  può soffrire di disturbi gastrointestinali
(bruciore di stomaco), nausea e diarrea che probabilmente segnalano un’intolleranza all’alimento.

Alcuni soggetti risultano allergici all’aglio, con sintomi caratteristici respiratori e cutanei (dermatiti).
Chi fosse in terapia con anticoagulanti è bene che ne parli col proprio medico.

I componenti organosolforati possiedono infine attività antiossidanti e possono stimolare la sintesi di glutatione.

Per quanto riguarda la modulazione dei parametri di rischio cardiovascolare, i trial randomizzati hanno dimostrato la presenza di una sua attività’ antiaggregante  e un suo modesto ruolo nel riequilibrare il profilo lipidico.

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