Demenza: l’incidenza dei rumori

La demenza è una malattia neurodegenerativa che colpisce, nel mondo, 55 milioni di persone.

Le persone affette da questa patologia vivono ciò che possiamo definire una regressione profonda che li priva di memoria, affetti e li rende vulnerabili.

Stime dell’Oms riferiscono che si tratta di una patologia in crescita di cui si calcola, per il 2050, che colpirà circa 130milioni di persone.

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Uno studio danese della durata di 13 anni ha preso in esame un largo campione di soggetti.

Dal 2004 al 2017, infatti, i ricercatori si sono concentrati sull’esaminare 103.000 soggetti con una diagnosi di demenza accertata.

Di questi 31.219 con patologia di Alzheimer, circa 8.000 persone con demenza vascolare, più di 2.000 persone di demenza collegata alla malattia di Parkinson.

Secondo quanto rilevato dalla ricerca, nonostante il fattore che pone i soggetti a un rischio maggiore sia individuato nell’avanzare dell’età, esisterebbe un legame tra l’insorgere della patologia  e il rumore del traffico.

Nel dettaglio, se esposti a un rumore costante, come quello del traffico, gli studiosi hanno rilevato un aumento del 27 per cento delle possibilità di sviluppare una demenza e in quelle con forte rumore da traffico ferroviario del 24 per cento.

Mentre per quanto riguarda la demenza vascolare secondo gli studiosi danesi esisterebbe una responsabilità solo del traffico stradale.

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Il rumore è ad oggi annoverato tra gli strumenti di tortura usati dai regimi dittatoriali.

Secondo la Scienza, il rumore è causa di rilascio di ormoni dello stress e incide fortemente sull’insonnia.

I fattori di rischio più noti legati alla patologia rimangono: l’età, i geni, l’ipertensione, il fumo, il diabete e l’ictus.

La ricerca danese non determina l’incidenza del rumore come fattore certo ma riesce a porre l’attenzione verso i possibili fattori di rischio come quelli ambientali.

 

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