Depressione giovanile: la socialità

La depressione giovanile, quel malessere che spinge i ragazzi a chiudersi in sé stessi senza lasciare troppi spiragli, è sotto osservazione dalla comunità scientifica.

L’istantanea scattata non è delle più favorevoli, in Italia, seppur non si parli in maniera esplicita di depressione giovanile, gli studenti risultano, secondo quanto emerge dai dati Istat, tra i più angosciati d’Europa.

Su 8 milioni e 200 mila ragazzi tra i 12 e i 15 anni, ben il 10% dichiara di non vivere in modo soddisfacente la sua vita sia scolastica che familiare e di essere in uno stato mentale non ottimale.

Anche un rapporto Ocse scatta la medesima fotografia sociale, per cui solo il 10% dei 15eeni va volentieri a scuola.

Poche aspettative per il futuro, pressione scolastica, problemi familiari, queste le cause del malessere adolescenziale, almeno quelle più diffuse.

Per affrontare la depressione giovanile, uno studio pubblicato dalla rivista Nature Communication, presenta un piano, fatto soprattutto di relazioni e socialità, che si pone come obiettivo terapeutico efficace per prevenire e curare la depressione giovanile.

Secondo la revisione presentata, i giovani preferirebbero gli approcci online a causa dell’accessibilità e della natura destigmatizzata della tecnologia Internet, in particolare per i gruppi di minoranza.

depressione giovanile

In particolare, gli autori hanno esposto una disconnessione tra gli approcci terapeutici considerati importanti per le relazioni dai giovani e quelli che sono stati valutati.

Scrivo quindi per avvisare i lettori di una recente sperimentazione di un’applicazione mobile (app) incentrata sulle relazioni che mirava a superare questa disconnessione, pubblicata solo 19 giorni dopo che la ricerca bibliografica è stata completata da Filia e colleghi”scrive l’autore.

In questo recente studio, ricercatori e medici del Black Dog Institute hanno collaborato con i giovani per sviluppare un’app mobile breve, autodiretta e universale che mirava a migliorare la salute mentale e la depressione giovanile.

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“Basata sui principi della terapia cognitivo comportamentale e della teoria dell’apprendimento sociale, l’app WeClick ha fornito una gamma di attività cognitive e strategie comportamentali per ridurre il pensiero negativo su sè stessi e le relazioni. “

L’app ha anche utilizzato l’apprendimento sociale per dimostrare i risultati positivi della ricerca di aiuto per problemi di relazione.

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Lo studio si è svolto tra 193 giovani (di età compresa tra 12 e 16 anni) ha dimostrato che l’app è stata efficace per migliorare il benessere e le intenzioni di ricerca di aiuto per la salute mentale.

Oltre 1300 giovani hanno espresso interesse per l’app e oltre i due terzi hanno completato tutti i contenuti.

In seguito alle conclusioni della revisione si può sostenere, secondo l’autore, che le app mobili possono fornire accesso, supporto e risorse immediati ai giovani quando ne hanno più bisogno. 

 

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