Come il selenio aiuta la tiroide

Nella lista dei micro- minerali essenziali al nostro organismo, il selenio aiuta la tiroide nel suo funzionamento.

La tiroide è il tessuto con la più alta concentrazione di selenio, esso è presente in maniera stabile indipendentemente dall’alimentazione.

Il selenio aiuta la tiroide a causa della tireoperossidasi (TPO), enzima chiave per la sintesi della tireoglobulina e degli ormoni tiroidei.

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selenio aiuta la tiroide

Tuttavia il danno ossidativo causato dalla generazione di radicali liberi, potrebbe nuocere la cellula tiroidea.

Il sistema di difesa del tessuto tiroideo, infatti, è rappresentato proprio dall’enzima selenio-dipendente glutatione-perossidasi.

 Il selenio aiuta la tiroide in quanto fungerebbe da azione preventiva dell’ipotiroidismo e la sua integrazione riuscirebbe a mantenere la tiroide autoimmune in persone con predisposizione allo sviluppo della patologia.

Si riscontra, in casi di carenza di selenio, una ridotta produzione degli ormoni tiroidei e un impatto negativo sull’attivazione del sistema immunitario, con rilevanza sull’insorgere di tiroidite cronica.

L’apporto di minerali assicura all’organismo un buon funzionamento per le loro funzioni bioregolatrici e plastiche.

Sostanze inorganiche presenti sia negli alimenti di origine vegetale sia in quelli di origine animale, i minerali rappresentano il 4% del nostro peso corporeo.

Essi partecipano alla regolazione di molte funzioni fisiologiche, ragione per cui si consiglia un’alimentazione varia che possa garantire l’assunzione di tutti i minerali.

Sono privi di valore energetico, cioè risultano privi di calorie e possono essere distinti in macro-minerali:

calcio

magnesio

fosforo

sodio

potassio

e in micro-minerali:

rame

selenio

zinco

ferro

iodio

Tornando all’argomento su come il selenio aiuta la tiroide e, quindi, per assicurarci un buon introito di questo micro – minerale, dovremmo favorire l’assunzione alimentare di pesce e cereali “che assimilano il selenio presente nel terreno in forma inorganica e lo trasformano nelle sue forme organiche, ovvero selenometionina, selenocisteina e altri selenoaminoacidi”.

Così come scrive in una scheda informativa l’Iss.

Le verdure che, analogamente ai cereali, assorbono il selenio presente nel terreno in forma inorganica e lo rendono poi disponibile in forma organica, quindi assimilabile attraverso l’alimentazione.

selenio aiuta la tiroide

“La dose media giornaliera necessaria al corpo umano per il suo corretto funzionamento varia dai 15 microgrammi (mcg) di un neonato ai 55 mcg di una persona adulta, arrivando ai 70 mcg necessari ad una donna durante l’allattamento.

L’assunzione attraverso il cibo, in genere, è sufficiente a coprire i fabbisogni.

Siccome il selenio ha una sua tossicità a dosi eccessive, l’uso di integratori alimentari che lo contengono va effettuato solo su indicazione del medico e per rispondere a specifici problemi di carenza o di aumentato fabbisogno” continua l’Iss.

 

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