Quando la Sanità Campana non migliora

NAPOLI – Si terrà oggi 7 giugno il flash mob dei” Gilet Bianchi. La protesta incorre contro la sospensione delle prestazioni sanitarie, la decurtazione degli importi pensionistici e il “caro trasporti” per gli ultra – settantenni.  Inizia alle ore 10:30 in piazzetta Duca D’Aosta, in via Toledo, Napoli, per difendere il diritto alla salute dei cittadini campani affinché il sistema sanitario migliori.

L’OBIETTIVO DELLA PROTESTA

L’obiettivo principale è quello soprattutto riguardante il diritto degli ultra-settantenni per protestare contro la decurtazione degli importi pensionistici. Quando la sanità campana è un vero disastro e continua a cadere in basso. Infatti, secondo un comuncato ci spiegano che i servizi non migliorano.

“Ci risiamo: nel mese di giugno sono state nuovamente sospese le prestazioni sanitarie, ragion per cui tutti i servizi sanitari erogati dai centri che dovrebbero essere “convenzionati” dovranno essere pagati integralmente – spiega Fortunato Sommella, promotore della manifestazione e leader del Partito Pensionati d‘Europa.

Oggetto di primo piano, è sicuramente la Regione Campania che purtroppo il fenomeno relativo alla sospensione delle prestazioni sanitarie è legato agli errori di programmazione di essa. Con l’evoluzione della medicina si hanno nuove prestazioni e di conseguenza, un aumento della spesa.

“Un bel pasticcio, insomma, di quelli a cui purtroppo la sanità campana non è certo nuova – continua Fortunato Sommella – e del quale a farne le spese sono i cittadini”.

Ciò che grava la situazione non è solo il taglio alle pensioni d’oro. Anche agli assegni più modesti sono stati tagliati più di quanti siano stati erogati nei primi mesi dell’anno. “I pensionati continuano ad essere considerati il Bancomat dello Stato” – spiega Fortunato Sommella.

Altre tematiche che affronteranno a monte del flash mob è la protesta contro la mobilità degli anziani dal caro prezzo dei trasporti pubblici. Insomma, la protesta auspica in un miglioramento per la mancata rivalutazione delle pensioni che ha comportato una perdita di 960 euro lordi l’anno.

 

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