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Ricerca sul cancro: nasce DreamLab

DreamLab: cos’è?

Iniziativa che merita un approfondimento è certamente quella che sta supportando la ricerca sul cancro attraverso lo smartphone. Nasce DreamLab, un’applicazione gratuita nata dal progetto di Vodafone Australia e che ha stimolato anche l’Italia e l’Airc. Ha come obiettivo di dare l’opportunità a tutti di sostenere e contribuire alla ricerca sul ” Genoma in 3D”.

Quando non si fa prevenzione!

Il tumore al seno se non individuato e diagnosticato in tempo è annoverato tra le patologie potenzialmente molto gravi. Questo tipo di cancro si diffonde in modo incontrollato all’interno di alcune cellule della ghiandola mammaria. Se non limitato in tempo trasforma le cellule in maligne capaci dunque di invadere anche i tessuti circostanti e col passare del tempo far ammalare tutto il resto del corpo.

I sintomi

I sintomi variano da donna a donna, e spesso, soprattutto all’inizio la maggior parte di esse non lamenta alcun dolore, o altrettanto di frequente chi avverte dolore, non ha lesioni maligne, ma soltanto cisti. Dunque determinante sembra essere il riscontro alla palpazione da parte dell’oncologo, di noduli.  I primi campanelli d’allarme, da segnalare, possono essere le alterazioni del capezzolo ( troppo in dentro o all’infuori), perdite biancastre sempre dai capezzoli, o aspetto atipico della pelle circostante.

La diagnosi da fare

La diagnosi è appurata tramite mammografia ed ecografia mammaria e talvolta, nei casi più complessi è necessario ricorrere anche a risonanza magnetica per mezzo di contrasto. Nel caso di diagnosi positiva si procede all’analisi tramite biopsia del campione rilevato. Tutte le donne con questo tipo di malattia subiscono interventi chirurgici. Infatti, va seguita un’adeguata radioterapia per non incorrere in rischi di recidive e proteggere la parte restante di ghiandola mammaria.

Terapia chemioterapica invece, va, ad ogni modo ponderata e personalizzata ad hoc, per i suoi innumerevoli effetti collaterali. Recentemente si sta diffondendo oltretutto una nuova forma di chemioterapia, chiamata neoadiuvante, somministrata ossia, prima ancora di intraprendere l’intervento finalizzata alla riduzione  delle dimensioni del tumore e ovviamente prevenirne la recidiva. Molti sono i fattori messi sotto esame, soprattutto se la donna è in età fertile, vengono consigliati farmaci che bloccano gli estrogeni come il tamoxifene associato ad un inibitore analogo che spesso induce a menopausa anticipata per evitare rischi futuri.

I fattori di rischio

I fattori di rischio per il cancro al seno sono molteplici e alcuni di essi, ad oggi sono considerati scientificamente prevedibili. Una buona percentuale è data dall’età, le donne oltre i 50 anni sono più a rischio. La familiarità gioca un importante ruolo: chi ha in famiglia più casi di tumore alla mammella è più esposto a fattore di eventuale rischio. Inoltre, i problemi correlati agli ormoni possono incidere fortemente nella proliferazione di tale patologia. Vari studi dimostrano che l’eccessivo numero di estrogeni possono spianare la strada alla comparsa del cancro. Oltre ai disturbi alimentari come l’obesità o il fumo possono negativamente minare la salute.

Prevenire, meglio che curare!

Ruolo fondamentale, lo svolge la prevenzione. Un comportamento attento ed essenziali esami di controllo possono ridurre in modo sostanziali i rischi di ammalarsi. L’esercizio fisico, un’alimentazione sana ricca di frutta e verdura,  una dieta a base di fitoestrogeni contenuti nella soia, semi di lino, cavolo e cereali integrali , e addirittura l’allattamento al seno aiuta a combattere il proliferare del tumore al seno.

 

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