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Aritmia: un robot capace di curarla

La fibrillazione atriale è un’aritmia sopraventricolare dovuta a impulsi elettrici provenienti da cellule muscolari miocardiche presenti a livello della giunzione tra le quattro vene polmonari e l’atrio sinistro.

In Italia si registrano circa cinquecentomila casi all’anno, soprattutto nella fascia oltre i 70 anni.

La tecnologia ci aiuta nella cura delle fibrillazioni atriali con la messa a disposizione di un robot, uno strumento di ultima generazione che potrebbe risolvere questo tipo di problema.

Il robot è presente nella struttura ospedaliera dell’Humanitas di Rozzano, nel milanese.

Questo apparecchio si chiama Stereotaxis e rappresenta una novità anche in Europa, il suo funzionamento si basa sull’elettrostimolazione.

Esso è composto da due calamite che guidano nel corpo del paziente un catetere con una punta di metallo guidato da un joystick del medico.

Il sistema Stereotaxis è fornito di una Tac che scansiona il torace dall’inizio dell’intervento e di uno strumento che effettua immagini radiografiche tridimensionali, un “navigatore” che si orienta con precisione sul torace del paziente.

Con movimenti di alta precisione, quindi, i medici possono compiere movimenti all’interno del torace.

Una modalità che potrebbe risolvere uno tra i problemi di salute più diffusi, l’aritmia appunto

Maurizio Gasparini, responsabile dell’Unità operativa di elettrofisiologia ed elettrostimolazione dell’Humanitas, ha rilasciato in un’intervista al “Sole 24ore”:  “questo sistema consente di curare con la massima precisione ed efficacia le aritmie e, in particolare, la fibrillazione atriale”.

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