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Frutti di bosco: perché mangiarli?

L’ “European Journal of Clinical Nutrition” ha di recente reso noto come assumere quotidianamente frutti di bosco aiuti notevolmente l’organismo a difendersi da malattie acute e croniche per le forti proprietà antinfiammatorie, antibatteriche e antivirali.

Un riscontro molto positivo anche per quel che concerne le malattie del fegato e dell’intestino.

I frutti di bosco sono ricchi in flavonoidi (procianidina, quercetina, antociani), resveratrolo, acido fenolico, vitamina A, E e C, combattono il colesterolo cattivo LDL riducono i rischi cardiovascolari

Una porzione giornaliera, circa 100 g, ha effetti dibattuti su Alzheimer, capacità cognitive, prevenzione di alcuni tipi di cancro, Parkinson e steatosi epatica (fegato grasso)” Paolo Soffientini, ricercatore Istituto Firc di oncologia molecolare, Milano, Corriere della Sera.

 

Ci soffermiamo, in particolare, sulle proprietà della fragola e del mirtillo.

 

La fragola di bosco, la Fragraria vesca   contiene proprietà interessanti da un punto di vista terapeutico: diuretica e antivirale, questo frutto aiuta nella prevenzione dei reumatismi e sostiene l’organismo nella liberazione di depositi tossici.

In campo scientifico, si evidenzia il supporto all’organismo nella prevenzione di crescita di virus e soprattutto un effetto bloccante nella formazione di nitrosamine un potenziale fattore del cancro intestinale.

Il Mirtillo, invece, Vaccinum Oxycoccus è un toccasana per la salute dell’intestino.

Nel dettaglio: combatte la diarrea, è antivirale e soprattutto i mirtilli giovano alla vista e alla memoria. Infine aiuta il microcircolo del sangue combattendo i capillari dilatati.

 

Un occhio alla bellezza: i frutti di bosco in quanto ricchi di bioflavonoidi che migliorano appunto il microcircolo del sangue aiutano a prevenire lo sfaldamento delle unghie.

Bene quindi alle libere passeggiate per coglierli freschi ma se non si ha tempo possiamo usufruire dei prodotti surgelati oppure ancora i succhi, con un po’ di attenzione agli zuccheri aggiunti.

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