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Trucchi e maquillage tossici. Attenti alle etichette

Trucchi e cosmetici sono una richiesta sempre in crescita, anche in vista delle nuove generazioni che tutt’altro che “acqua e sapone” ne fanno largo uso.

Piombo, mercurio e alluminio sono sostanze presenti nei prodotti di cosmetica di cui usufruiamo per il nostro aspetto estetico, eppure, esiste una disamina sulla questione.

L’Istituto Federale Tedesco per la Valutazione dei Rischi – BFR- ha informato, con una nota, l’intenzione di intraprendere una nuova valutazione scientifica sull’alluminio contenuto nei cosmetici.

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Il Comitato Scientifico della Sicurezza dei Consumatori della Commissione europea scrive che si deve appurare, da un punto di vista scientifico, la quantità di assorbimento dei consumatori del maquillage dell’alluminio attraverso gli anti aspiranti.

Nell’occhio del mirino i cosmetici schiarenti.

Questo tipo di prodotto schiarente, infatti, presenta un’alta concentrazione di mercurio tanto da portare l’Oms – Organizzazione mondiale della sanità- ad intervenire con il ritiro, avvenne già nel 2012- di una serie di cosmetica “sbiancante”: conteneva, infatti, idrochinone, vietato nei cosmetici e nei prodotti d’igiene personale.

Il problema riguarda essenzialmente la salute della pelle.

Sempre l’Oms dichiarava “Attenzione a creme e saponi, soprattutto quelle acquistabili sul mercato online”.

Una percentuale alta di mercurio, infatti, può provocare danni ai reni e alla pelle per l’alto grado di tossicità.

Per non parlare di detergenti per gli occhi schiarenti, causa di cicatrici, decolorazione e infezioni batteriche.

L’Unione Europea vieta l’impiego del mercurio e ne ammette, per detergenti degli occhi, una concentrazione di mercurio fenile dello 0,007% al contrario degli Usa dove la concentrazione consentita è pari ai 65 mg/kg.

Il rossetto può contenere tracce di piombo come anche di altri metalli pesanti.

Il Ministero della Salute in Italia chiede alla Società italiana di tossicologia (Sitox) e l’Istituto superiore di sanità (Iss) di stabilire dei limiti massimi di metalli pesanti ritenuti sicuri per il consumatore, come già eseguito dall’Agenzia del governo tedesco per la protezione dei consumatori.

Anche l’ecologico Hennè, spesso un’alternativa alle tinture classiche chimiche, può essere pericoloso.

Dipende dalla pianta dalla quale lo si ricava, Lawsonia inermis, di cui l’estratto per essere sicuro non dovrebbe varcare una soglia di concentrazione dell’1,4% per evitare allergie e pruriti dannosi al cuoio capelluto.

Trucchi sicuri purché costosi?

Non è la giusta equazione.

Basta leggere l’Inci – (International Nomenclature of Cosmetic Ingredients) e assicurarci che si tratti di prodotti sicuri e non tossici.

Leggi anche: https://www.salutebuongiorno.it/2020/02/cosmetica-vegana-conscious-is-cool/

 

 

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