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Gary per la dislessia

Gary è un progetto di uno strumento di lettura assistita, pensato per i bambini dislessici.

Lo strumento Gary integra la tecnologia di lettura ad alta voce con l’eye tracking per regolare la velocità di lettura e supportare i lettori in difficoltà nel seguire il testo mentre lo ascolta.

La logica progettuale di questo approccio, segue la teoria dell’integrazione uditiva e visiva, in termini di una tecnica auto – adattabile automatica basata sullo sguardo del lettore che fornisce un’esperienza di interazione individualizzata.

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Le persone con dislessia presentano problemi nell’associare grafemi con fonemi e nel mappare i suoni del linguaggio a lettere e parole.

Gli strumenti di lettura ad alta voce che combinano la presentazione del testo con l’uscita audio hanno dimostrato di essere utili per i lettori dislessici.

Esistono però alcune limitazioni, come ad esempio, non riuscire a tenere  traccia della porzione di testo elaborata visivamente dal lettore.

Pertanto, potrebbe esserci incongruenza tra ciò che il lettore sente e ciò che sta effettivamente leggendo.

Lo strumento Gary è stato valutato in un esperimento controllato con 20 bambini (di età compresa tra 8 e 10 anni) con diagnosi di dislessia e un gruppo di controllo di 20 bambini con capacità di lettura tipiche.

I risultati sono discussi in termini di una migliore integrazione tra informazioni testuali audio e visive, aprendo la strada al miglioramento della tecnologia standard di lettura ad alta voce con tecniche di contingenza dello sguardo e auto – adattabili per personalizzare l’esperienza di lettura.

Lo studio esplora l’uso di uno strumento di lettura ad alta voce chiamato, appunto, Gary che combina l’eye-tracking con la tecnologia di lettura ad alta voce.

L’aspetto chiave è che la velocità dell’audio viene regolata automaticamente per stare al passo con la velocità di lettura del lettore.

Uno studio controllato con studenti della scuola primaria indaga l’uso dello strumento rispetto alla tradizionale tecnologia di lettura ad alta voce.

I risultati mostrano un effetto positivo sui punteggi di comprensione della lettura, soprattutto per i bambini con una lettura più imprecisa.

Lo studio nasce dalla collaborazione tra la Fondazione Bruno Kessler e il Dipartimento di Psicologia e Scienze cognitive dell’Università di Trento, ed è stato pubblicato sulla rivista Journal of Computer Assisted Learning

 

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