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Api: nuove tutele UE

La tutela delle api è oggetto di discussione della Commissione Europea.

È in atto, infatti, una nuova valutazione dell’effetto di pesticidi che ne intaccano la salute e la capacità impollinatrice e riproduttrice di questi meravigliosi insetti.

L’Efsa  è stata interpellata per dare un nuovo parere scientifico su richiesta della commissione per l’ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare (Envi) del Parlamento europeo, così da definire un quadro integrato per valutare gli effetti combinati di molteplici fattori di stress sulle api mellifere .

Franco Ferroni, responsabile Agricoltura di Wwf Italia  dichiara ““La nuova metodologia proposta dall’Efsa per valutare l’impatto dei pesticidi sulle api e gli altri insetti impollinatori, se accolta ed attuata dalla Commissione Europea, sarebbe un importante passo in avanti per una più attenta valutazione dei rischi per la biodiversità legati all’utilizzo della chimica di sintesi”.

Bernhard Url, direttore esecutivo dell’Efsa, ha dichiarato: “Si tratta di una relazione importante per tutti coloro che desiderano preservare i ricchi ecosistemi europei, al centro dei quali si trovano non solo le api ma tutti i nostri insetti impollinatori. Definisce una visione chiara per trasformare il modo in cui valutiamo i rischi ambientali per gli impollinatori nell’UE.

api

Si apre alla valutazione dell’effetto cocktail

La novità sostanziale – spiega Franco Ferroni – è la possibilità della metodologia ApisRAM proposta da Efsa di valutare gli effetti dell’esposizione a miscele chimiche più complesse, tenendo conto anche delle variabili ambientali, andando oltre l’approccio di valutazione del singolo pesticida per riflettere la complessità dell’ambiente in cui vivono le api”.

Si inizierebbe così a valutare l’impatto del cosiddetto effetto cocktail dei pesticidi , almeno sulle api, “con l’auspicio che questo approccio diventi la prassi ordinaria per valutare la pericolosità dei pesticidi, anche per la salute di noi umani” continua l’esperto del Wwf “Con questa nuova metodologia sarà anche possibile valutare gli effetti a livello cronico, sub letale e di miscele di più sostanze chimiche anche a piccole concentrazioni, ben al di sotto delle discutibili soglie di “sicurezza” fissate per le singole molecole chimiche”.

La valutazione è ai suoi esordi, e soltanto tra due-tre anni sarà possibile agire in maniera operativa ma il percorso è tracciato e siamo sulla buona strada.

Una più attenta valutazione del rischio non può in ogni caso sostituire l’approccio precauzionale che impone l’utilizzo della chimica di sintesi, potenzialmente sempre dannosa per tutti gli organismi viventi, api e uomini, solo quando non esistono alternative efficaci praticabili.

Scrive l’Efsa: “E in ogni caso quando è accertato un rischio potenziale la commercializzazione e l’uso di un pesticida dovrebbero essere vietati, invertendo l’onere della prova, dimostrando a priori la sua non pericolosità per la biodiversità e la nostra salute.

Senza possibilità di deroghe, come invece accade oggi”.

 

Leggi anche: Bee alive. La società delle api a rischio

 

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