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Il turismo che cambia e come siamo cambiati

Il turismo è oggetto di studi e riflessioni, soprattutto in relazione all’impatto culturale – economico e ambientale che ha sui luoghi più esplorati e visitati, che hanno rimodellato la loro identità in vista di questo fenomeno di massa.

L’emergenza da Covid-19 ha imposto una impasse generale al settore turistico, non senza gravi ripercussioni economiche sulle realtà maggiormente esposte ai flussi turistici durante l’anno.

Federalberghi stima picchi di cancellazioni di prenotazioni che arrivano al 90% in regioni come il Veneto e la Toscana.

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Il settore turistico produce il 13% del prodotto interno lordo mondiale, dà lavoro a un 1 lavoratore ogni 10.

Numeri importanti che, in vista della situazione emergenziale sanitaria, hanno indotto Zurab Pololikashvili, segretario generale dell’Organizzazione mondiale del Turismo (Unwto), a lanciare l’allarme per i lavoratori del turismo.

I turisti, quest’anno, si muoveranno a stretto giro, probabilmente visiteremo luoghi non troppo lontani e non troppo costosi.

Affonda il settore crocieristico che nel 2019 ha trasportato 30 milioni di passeggeri, un settore che registrava una forte crescita rispetto ai 18 milioni di passeggeri registrati, invece, nel 2009.

Possiamo parlare di un cambiamento permanente? Oppure si tratta di una fase di transizione?

L’Unwto dichiara che gli arrivi turistici internazionali potrebbero ridursi fino al 30%, con una perdita corrispondente fino a 450 miliardi di dollari.

Le condizioni materiali non saranno da supporto a chi, al termine del lockdown, vorrà viaggiare, si avrà più tempo, forse, e libertà di spostamento ma meno soldi.

In “Geografia del turismo contemporaneo” di Dino Gavinelli, Giacomo Zanolin (Carocci Editore), si evidenziano le variegate componenti del turismo contemporaneo.

In questa analisi gli autori cercano di trovare prospettive future collettive e individuali per una nuova sostenibilità e responsabilità del viaggio, dall’evoluzione delle pratiche turistiche alle trasformazioni dei luoghi turistici

Il turismo, allora, come figlio del processo di globalizzazione che trasforma equilibri, in questo caso, ambientali e produttivi.

La pandemia in corso ha messo in atto una trasformazione d’approccio psicologico rispetto all’idea di sicurezza e lontananza.

Diminuiranno i week-end nelle città, ritenute più contagiose e contaminate dal virus, e si punterà su spazi naturali, ma a quale costo? Chi potrà permetterselo?

Una nuova consapevolezza del tornare a viaggiare che non coincide, forse, esattamente con l’idea di un viaggio da sogno da costi da capogiro, bensì, tornare a viaggiare per incontrare e conoscere universi lontani e, forse, anche più sicuri di quanto pensiamo.

 

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