Miopia infantile: la ricerca

La miopia, nel dettaglio nei bambini, è un difetto refrattivo estremamente diffuso.

Basti pensare che solo negli Usa abbiamo assistito a un aumento del 44% nell’arco temporale di trent’anni.

In zone come l’Asia supera anche l’80%.

Essa è oggetto di un documento pubblicato sul sito della Società Italiana Pediatria (SIP) che fornisce una descrizione dettagliata del difetto della vista.

Patogenesi multifattoriale, questo difetto della vista si sviluppa prevalentemente su base genetica ma anche i fattori ambientali contribuiscono al suo insorgere.

Scrive il documento SIP: “La predisposizione genetica può influire infatti fino al 70%.

Tra i fattori ambientali, è stato osservato che attività all’aperto e lavoro da vicino incidono sulla progressione di questo vizio di refrazione.

Per quanto concerne l’attività all’aperto, un ruolo fondamentale sembra essere giocato dalla dopamina, un neuromodulatore che inibisce l’aumento della lunghezza assiale del bulbo oculare.

miopia

Gli studi sperimentali, infatti, suggeriscono che l’esposizione a radiazioni luminose di grado elevato, quindi in particolare alle radiazioni solari, ne favorisca la liberazione”.
Secondo il documento citato, alcuni autori sostengono che, in
considerazione dei dati che riportano una maggiore prevalenza di questo difetto della vista nelle aree urbanizzate rispetto a quelle rurali e tra i soggetti con livello di scolarizzazione più elevato, trascorrere ogni giorno 40 minuti all’aperto comporterebbe una riduzione dell’incidenza della miopia del 23%, mentre, per altri, il rischio di progressione scende del 54% per i bambini che trascorrono ogni settimana almeno 11 ore all’aperto.

“Nei soggetti miopi, infatti, un defocus ipermetropico sulla retina periferica (ovvero il fuoco che cade dietro alla retina), presente anche in caso di correzione ottica, determinerebbe un incremento della crescita assiale e, dunque, del difetto di vista”.

La possibilità di controllare efficacemente la progressione della miopia rappresenta oggi una sfida di notevole importanza.

Sul piano clinico – continua il documento-  in quanto l’incidenza del distacco di retina e della maculopatia aumenta logaritmicamente al di sopra delle 2 diottrie di miopia.

Il Rotterdam Eye Study ha osservato che, più precoce è l’esordio della miopia, più grave il grado di patologia correlata nell’età adulta, con deficit visivo bilaterale nelle miopie elevate, con il 39% di pazienti affetti da maculopatia miopica, il 17% da glaucoma ad angolo aperto ed il 5% da cataratta”.

Sul piano economico, invece, negli USA per la correzione della miopia si stima una spesa annuale di 16 miliardi di dollari, mentre il calcolo del PIL mondiale per invalidità visiva causato da miopia ammonta a 202 miliardi di dollari l’anno.

 

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