Prugne secche migliorano densità minerale ossea

Una buona integrazione nutrizionale di alimenti come le prugne secche può intervenire favorevolmente sulla densità minerale ossea nelle donne in post menopausa.

La terapia nutrizionale, ovvero l’uso di alternative non farmacologiche per migliorare la densità minerale ossea è un terreno che guadagna campo, ma i dati a disposizione sulla sua efficacia sono ancora limitati.

Il case report riportato dalla Biblioteca Nazionale di Medicina degli Stati Uniti, aveva lo scopo di confrontare i cambiamenti nella densità minerale ossea di una donna osteopenica in postmenopausa nel corso di 28 mesi, incluso un brusco cambiamento nella dieta.

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L’osteoporosi, una condizione caratterizzata da massa ossea ridotta e qualità ossea compromessa che contribuiscono alla diminuzione della forza ossea e all’aumento del rischio di frattura, rappresenta una minaccia non solo per l’individuo anziano che affronta un aumento della fragilità ossea e del rischio di fratture, ma contribuisce anche in modo sostanziale ai costi sanitari globali.

Negli Stati Uniti, così come riporta l’analisi citata, si stima che l’osteoporosi avrà un impatto su 13,6 milioni di donne di età pari o superiore a 50 anni con una prevalenza di bassa massa ossea che dovrebbe raggiungere i 57,8 milioni entro il 2030.

prugne secche

Inoltre, negli Stati Uniti si verificano ogni anno più di 2 milioni di fratture da fragilità, con costi sanitari che superano i 15 miliardi di dollari all’anno.

La Scienza rileva che l’integrazione di calcio e vitamina D è considerata un buon intervento non farmacologico per migliorare la densità minerale ossea nelle donne in post menopausa, ma la ricerca studia come i composti di origine vegetale, come i composti fenolici (acidi clorogenici, acidi fenolici e flavonoidi presenti nella frutta (ad es. prugne secche e mirtilli) indicano un potenziale promettente per i nutraceutici che possono conferire benefici alle ossa.

“Per quanto riguarda le prugne secche, si propone che i composti fenolici possano mitigare gli effetti negativi dello stress ossidativo e mirare alle vie infiammatorie che sono sovraregolate in un ambiente ipoestrogenico e mediano effetti negativi sull’osso”.

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In particolare, alcune ricerche animali hanno dimostrato diminuzioni del riassorbimento osseo, aumento della formazione ossea e miglioramenti della microarchitettura ossea e degli ormoni trofici ossei in seguito all’integrazione con prugne secche.

Tuttavia, attualmente esistono indagini limitate sull’efficacia e sul dosaggio dell’integrazione di prugne essiccate intere sulla densità minerale ossea e sugli esiti del metabolismo osseo nell’uomo. 

Pertanto, il case report citato fornisce interessanti risultati preliminari e fornisce una circostanza unica in cui un partecipante ha completato un percorso clinico che ha permesso di indagare l’effetto di prugne secche in un individuo.

 Lo scopo di questo case report era di confrontare i cambiamenti nella densità minerale ossea di una donna osteopenica nel corso di 28 mesi.

L’indagine suggerisce che un intervento dietetico non farmacologico di 50 g di prugne secche al giorno per almeno 12 mesi può avere un impatto positivo sulla densità minerale ossea, migliore della sola integrazione di calcio e vitamina D, nelle donne in postmenopausa con osteopenia.

 

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