Correre scalzi

Correre scalzi che sia moda o una pratica di benessere, è un fenomeno lanciato dai famosi ultrarunner Tarahumara del Messico settentrionale, fenomenali corridori di resistenza in parte perché correvano solo con sandali minimi, e che incolpavano di molti infortuni le moderne scarpe da corsa.

Correre scalzi ha conquistato una notevole popolarità nel mondo.

Le revisioni sul tema sono numerose, e se da un lato scarpe mininal o piede nudo espongono a un rischio maggiore di incidenti, dall’altro si va a valorizzare l’aspetto sensoriale del piede.

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Nei bambini, ad esempio, camminare scalzi è essenziale per comprendere la nostra posizione nello spazio per imparare a muoverci di conseguenza, grazie a un maggior numero di informazioni forniteci da questo straordinario organo sensoriale.

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Le calzature risalgono a circa 40.000 anni fa, apparse in tempi e luoghi diversi, parliamo senz’altro di scarpe minimal prive di sofisticate caratteristiche proprie invece delle attuali scarpe da corsa.

La maggior parte di queste funzionalità, tacchi, plantare morbido e imbottiture varie, sono state inventate negli anni ’70 e sono diventate rapidamente più popolari e sofisticate quando la corsa ha conosciuto un boom mondiale.

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Ma correre scalzi fa bene?

La corsa è un’attività che sollecita molto il piede, per questa ragione il compito della scarpa è quello di ammortizzare il peso del corpo sul piede.

Tra l’altro le scarpe da corsa andrebbero cambiate ai primi cenni di usura perché col tempo e il naturale deterioramento perdono la loro capacità di attenuare l’impatto sul terreno.

Correre scalzi non è un toccasana, così come scrive la ricerca “Passato, presente e futuro della ricerca sulla corsa a piedi nudi e con scarpe minimal”, l’uso delle scarpe ha modificato i nostri piedi che, infatti, presentano un’arcata plantare e risultano meno flessibili se paragonati ai piedi delle popolazioni che camminano a piedi nudi.

Correre scalzi o camminare scalzi per un occidentale sulla sabbia o un prato è certo un ottimo rimedio fisioterapico.

Correre scalzi ci libera dalle restrizioni però, affatica il piede.

Il consiglio degli ortopedici è sempre quello di scegliere scarpe comode, senza tacchi e dal plantare malleabile, perché, non esiste una scarpa ottima universalmente per tutti, dato che l’aspetto e la conformazione del piede è assolutamente soggettiva e personale, così come l’appoggio del piede.

 

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