Botulino per curare l’emicrania

La tossina botulinica non viene utilizzata soltanto nel settore della chirurgia estetica ma è passata anche nel settore della terapia farmacologica per curare l’emicrania. Una prassi consolidata da almeno dieci anni di utilizzo che cura e allevia questa specifica patologia molto diffusa nella popolazione.

Essa, infatti, riguarda il 12% della popolazione generale con una media campana di 700.000 cittadini compresi in una fascia d’età che va dai 20 ai 60 anni.

Parlare di emicrania significa definire una forma specifica di mal di testa, di cefalea.

Essa si manifesta con un forte dolore pulsante al capo che può coinvolgere una parte o entrambe della testa accompagnato da una serie di sintomatologie quali vomito e fastidio per luce e suoni.

La durata di un attacco emicranico può durare anche tre giorni, il paziente affronta un disturbo disabilitante che lo costringe al letto e al buio.  Essa può manifestarsi in forma sporadica, con una frequenza mensile di due volte oppure cronica ovvero quotidianamente. Sono circa 28.000 i casi di pazienti con emicrania cronica in Campania.

Ne parliamo con il Dott. Antonio Russo, del Centro Cefalee dell’Università “Luigi Vanvitelli” di Napoli.

Nell’ambito del grande capitolo delle cefalee distinguiamo le cefalee primarie ovvero quando il mal di testa non è sotteso da un’altra malattia. Le cefalee secondarie,cioè quelle cefalee che rappresentano il sintomo di un altro disturbo. Nelle cefalee primarie distinguiamo le più note: l’emicrania, le cefalee a grappolo.

Nel caso del botulinum toxin esso viene utilizzato nel caso dell’emicrania cronica, in quanto ha le indicazioni soltanto per questo tipo di patologia.

Per emicrania cronica intendiamo una presenza del mal di testa di più di 15 giorni al mese.

Qual è l’età in cui si può cominciare questo tipo di trattamento?

Dai diciotto anni anche se non sono frequenti i casi di pazienti in età pediatrica

Si tratta di una terapia dolorosa?

Se dovessi raccontare come viene eseguita la terapia della tossina botulinica si potrebbe avrebbe la sensazione che si tratti di un trattamento doloroso.

In realtà parliamo di diverse punture effettuate con un ago molto sottile in dei punti stabiliti, in quello che si chiama protocollo PREEMPT che ha dimostrato l’efficacia della tossina botulinica.

Siamo oltre le 30 punture intorno al capo, sul collo e su alcuni punti della spalla.

C’è un alto grado di tolleranza della terapia, no, non è dolorosa.

Gli effetti della terapia quanto durano?

Sempre in accordo col protocollo PREEMPT, chi non utilizza la tossina botulinica secondo questo protocollo non utilizza le indicazioni che ha per la cura dell’emicrania cronica, le somministrazioni avvengono ogni 3 mesi. Il suo beneficio copre per l’appunto questi 3 mesi. Può accadere che il beneficio non si verifichi dalla prima somministrazione ma questo è già noto e il paziente è informato e il beneficio arriva dalla seconda-terza somministrazione.

In realtà la ricerca si è spostata sull’utilizzo degli anticorpi monoclonali.

Si tratta di anticorpi, sviluppati artificialmente, diretti contro una particolare proteina, nota come CGRP, che se “prodotta in eccesso” in aree cerebrali correlati al dolore, scatena mal di testa.
Sono a disposizione anticorpi monoclonali per la terapia dell’emicrania sia nella forma episodica ma farmacoresistente) sia nella forma cronica, sia per un’altra tipologia di mal di testa quale la cefalea a grappolo, anch’essa nella forma episodica e cronica.

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