Salute e fragilità, le tecnologie al servizio della salute.

Due giorni di lavori per il Congresso Internazionale di chirurgia vascolare della federazione del Mediterraneo, una due giorni che si tiene all’Hotel degli Dei  a Pozzuoli, parole chiave sostenibilità ed equità.

La federazione racchiude tutti i paesi del Mediterraneo includendo non solo la sponda sud europea ma anche quella nord africana.

Lo scopo principale della federazione è quello di creare un rapporto di collaborazione tra tutti questi paesi in una chiave di verifica e di controllo per i percorsi diagnostico terapeutici in un’ottica di scambio tra le differenti realtà del bacino mediterraneo.

Un posto in prima fila i ragazzi che siedono per il progetto Erasmus Plus approvato e in via di realizzazione dedicato ai paesi non europei come Egitto e Libano.

Il professore Giancarlo Bracale spiega come il progetto nasca dalla collaborazione con l’Università Federico II e la Regione al fine di indagare insieme in prim’ordine sulla chirurgia vascolare e l’arteriopatia diabetica.

La dirigente della direzione generale Salute della Regione Campania Maddalena Illario spiega come la due giorni puteolana rappresenti il connubio tra l’approccio in rete e l’utilizzo sostenibile delle tecnologie.

“ La cattiva salute non ha frontiere” dice la Illario  e sottolinea come anche l’emergenza dei flussi di migranti e il flusso di malattie possano essere sconfitte realizzando un’alleanza  con una partecipazione attiva dei cittadini.

Malattia e centralità della persona, dunque, laddove il “ successo dell’assistenza sanitaria e sociale si basa anche sulla comunicazione e sulle relazioni necessarie al coordinamento dell’assistenza e al miglioramento della qualità dell’esperienza per la persona, paziente, utente e consumatore dei servizi di socio-sanitari”.

Migliorare attraverso l’informazione internazionale gli approcci alla salute perché il cittadino ricopra un ruolo attivo nel “prendersi cura” di sé stesso.

Autonomia e vecchiaia attiva che si cura a tavola, con una forte aderenza alla dieta mediterranea, ci spiega la prof.ssa Illario.

Obiettivo, allora, una gestione integrata delle patologie che prevede il potenziamento delle reti di assistenza territoriali che coinvolgono comuni e ospedali in chiave ovviamente di una nuova conoscenza delle tecnologie.

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