Sanità: si allarga la forbice regionale sui servizi essenziali di assistenza

Le prestazioni che il Servizio Sanitario Nazionale dà gratuitamente o dietro pagamento di un ticket, i livelli essenziali di assistenza, i Lea, non vengono garantiti parimerito a tutta la popolazione dello stivale italiano che, secondo quanto emerso dal monitoraggio Gimbe, vede allargarsi la forbice e il divario regionale, laddove regioni come la Campania e la Calabria non producono servizi.

In altri termini, ben il 26% delle risorse assegnate dallo Stato alle Regioni affinché si garantiscano i Lea non hanno prodotto servizi sanitari.

Dal monitoraggio della Fondazione Gimbe effettuato tra gli anni 2010 e 2017 si rileva una forbice regionale, rispetto all’efficienza dei servizi erogati, del 73,7% con la Regione Campania in coda con una performance sanitaria del 53,9% contro il 93% circa dell’Emilia – Romagna.

Denuncia la Fondazione Gimbe: “la tutela della salute non può essere legata al Cap di residenza”.

Un triste sistema di inadempienze è ciò che denuncia il monitoraggio: «Il nostro Osservatorio – afferma Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione GIMBE – rileva ormai da anni che la griglia LEA si è progressivamente “appiattita” e non è uno strumento adeguato per verificare la reale o effettiva esigibilità da parte dei cittadini».

Solo 11 Regioni superano la soglia di adempimento cumulativo del 75% e, ad eccezione della Basilicata, sono tutte situate al Centro-Nord, confermando sia la “questione meridionale” in sanità, sia la sostanziale inefficacia dei Piani di rientro nel migliorare l’erogazione dei LEA.

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(Fonte Gimbe)

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