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Kimchi coreano tra salute e filosofia

Kimchi, letteralmente significa “vegetali in salamoia” e si pensa sia una parola di derivazione cinese chimchae (침채 沈菜)  poi trasformato in dimchae, un termine citato in testi  di medicina della prima metà del  cinquecento, che indicava  vegetali immersi in un liquido per arrivare, infine, alla parola  “kimchi”.

Piatto tradizionale coreano, sia settentrionale che meridionale, il kimchi è uno spuntino che si accompagna ai pasti della Penisola asiatica.

Tra le poche cose, insieme alla lingua, che tengono ancora uniti i due Paesi (Corea del Nord e Corea del Sud) separati dal 38° Parallelo e di fatto ancora in stato di guerra, il kimchi è un piatto su base di cavolo fermentato condito di spezie e peperoncino che vanta un’estrema varietà di identità culinarie.

Piatto estremamente salutare, le sue proprietà benefiche fanno del popolo coreano tra i più longevi del pianeta.

Gli scienziati dell’Imperial College sostengono che nel 2030 le donne coreane vivranno in media 91 anni grazie a questo piatto.

Di facile reperibilità e preparazione, la base del piatto coreano è il cavolo, cui si aggiungono frutti di mare e spezie, in particolare il peperoncino.

Ricco di Sali minerali, fibre e vitamine B e C, il kimchi è un piatto che si presta alle temperature fresche e rigide a partire dall’autunno.

In alternativa al cavolo si possono scegliere anche altre verdure come barbabietola, ravanello, cetriolo, cipolla verde o melanzane.

Come si prepara.

Cavoli cinesi: vanno tagliati a pezzetti, si lasciano risposare in acqua e sale tutta la notte o per un paio di giorni ponendo dei pesi sopra la ciotola.

Si risciacqua, poi, il cavolo e si aggiunge la pasta di peperoncino, che si può sostituire con 100 gr di peperoncino fresco,  l’aglio, il cipollotto, salsa di pesce, un cucchiaio di zenzero tritato e dopo aver mescolato il tutto, si aggiunge un cucchiaio di sale e si lascia riposare a temperatura ambiente in un vaso di terracotta o in un barattolo di vetro per almeno quattro giorni.

La fase della fermentazione è estremamente importante in quanto è proprio da essa che dipende il suo caratteristico sapore.

La fermentazione è l’ultima moda degli chef nostrani, un antico procedimento dagli importanti benefici nutrizionali.

Il cavolo cinese così fermentato aiuta la digestione, rinforza il sistema immunitario e fa bene alla pelle.

I cibi fermentati sono in grado di riequilibrare il ph dell’organismo ed è per questo che sono consigliati dopo pranzi e cene importanti e ricche.

La fermentazione in Corea ha origini arcaiche, già presente, infatti, nel periodo Choson (1392/1907), periodo del confucianesimo che ha avuto una grande influenza sulla tradizione culinaria.

L’alimentazione orientale si fonda sui principi dello yin-yang (due forze primordiali opposte ma complementari) e quella dei cinque elementi (il legno, il fuoco, la terra, il metallo e l’acqua).

Un piatto, allora, verrà pensato anche rispetto ai cinque colori base che corrispondono ai cinque elementi (komyong): blu, rosso, giallo, bianco e nero; preparare un piatto secondo le regole del komyong equivale a prendersi cura della salute degli ospiti.

Ottimo anche per chi segue una dieta dimagrante, il kimchi, è ipocalorico e allo stesso tempo nutriente.

 

 

 

 

 

 

 

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