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Foraging: wild food ed ecologia

Foraging ovvero alla ricerca delle erbe selvatiche commestibili.

Andare tra i boschi a raccogliere erbe selvatiche e bacche commestibili non è una moda odierna ma una pratica che si sviluppò nel secondo dopoguerra per la sua accessibilità e gratuità.

Surclassata poi dal boom economico e dal cibo industriale, il foraging, torna a essere praticato come non solo riscoperta di sapori ma anche come contatto con la Natura e per il benessere generale che essa produce sull’uomo.

Il foraging, infatti, si associa alla consapevolezza ambientale e all’assunzione di un ruolo più attivo con la Natura se confrontato a una passeggiata nel parco.

Spegnere il computer e dirigersi nel bosco ci pone in una dimensione di cura e rispetto oltre che di ammirazione verso le risorse dell’ambiente.

Prima regola del foraging è raccogliere ciò di cui si ha bisogno. Raccogliere prodotti selvatici non è esattamente fare il carico di tutto ciò che troviamo, ma scegliere con cura ciò di cui necessitiamo.

Esistono libri e corsi per apprendere la pratica del foraging.

Riconoscere le erbe commestibili richiede una certa preparazione botanica affinché sia possibile distinguere le cinorridi (bacche di rosa canina) dalle gazzozzole (bacche di cipresso) i muschi dai licheni.

Tra i manuali possiamo citare “I doni della natura” del botanico inglese Richard Mabey (edizione Vallardi) adatto a chi muove i primi passi nel foraging, e “Imparare l’Arte del Foraging” di Valeria Margherita Mosca, fondatrice, tra l’altro di Wood*ing (www.wood-ing.org), un laboratorio e una scuola dove insegna a usare foglie, cortecce, bacche e fiori.

Il corso “Eat Your Tree”, mangia il tuo albero (di Natale) propone l’albero natalizio come un ingrediente culinario da usare come il prezzemolo, evitando così di buttarlo via dopo le feste. Si possono usare i suoi rami per insaporire brodi, preparare infusi o creare sciroppi.

La parola “foraging” indica proprio l’attività di scegliere e raccogliere cibo selvatico spontaneo agli argini dei fiumi, sulle spiagge, nei boschi.

Uscire per raccogliere le castagne è foraging.

Per iniziare è bene iscriversi a un corso base per conoscere le prime nozioni di riconoscimento sul campo e come utilizzare i prodotti spontanei.

Qualche curiosità.

Noris Cunaccia tra le più note ricercatrici di erbe spontanee, fondatrice di Primitivizia (delizia primitiva) prepara speciali barattoli che arrivano dai boschi della Val Rendena tra le Dolomiti di Spiazzo. Tra questi il Mugolio, estratto di gemme di Pino Mugo, il tarassaco, il ketchup di rosa, l’erba sgrizoi al sapore di liquirizia.

Riconoscere le erbe selvatiche e le bacche, come anche i funghi non è semplice ed è giusto formare una base solida di conoscenze prima di cucinare questi prodotti selvatici.

 

 

 

 

 

 

 

 

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