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Cosmetici non conserviamoli a lungo

La conservazione dei cosmetici non dovrebbe protrarsi nel tempo perché dopo qualche mese i composti di creme e prodotti cosmetici potrebbero non più giovare alla salute della nostra pelle.

La sostanza incriminata è l’octocrylene, composto di molte creme solari e idratanti, e di cosmetici in generale, che dopo qualche mese degenera in quantità oltre la soglia di benzofenone.

Scrive il professore di statistica medica ed epidemiologia dell’Università Statale di Milano La Vecchia all’Airc, l’ente no profit che sostiene la ricerca oncologica:

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“Il benzofenone è una sostanza chimica presente in natura, in particolare in diversi frutti e nei loro succhi, incluso il vino.

È presente in traccia nelle acque, nell’aria e in molti packaging di alimenti. È inoltre usato come aromatizzante, con soglia tossicologica definita, in diversi alimenti e cosmetici. Negli animali, ad alte dosi, è stato associato al rischio di tumori, in particolare di fegato e rene. Non vi sono dati sul rischio di tumori nell’uomo.”

E continua “In sintesi, è possibile che l’uso di shampoo sia associato a modesta esposizione a benzofenone ma considerando la sua diffusione e l’assenza di tossicità rilevante ai livelli di esposizione nell’uomo, non mi concentrerei sullo shampoo come possibile esposizione a rischio cancerogeno”

La “modesta esposizione” nei cosmetici, però, parrebbe non rispettata quando l’octocrylene degenera in benzofenone.

Una ricerca pubblicata sulla rivista dell’American Society of Chemistry, Chemical Research in Toxicology, ha indotto, i ricercatori alla richiesta di divieto dell’octocrylene dai prodotti cosmetici e per la cura della persona perché la sostanza degenererebbe in quantità sopra la soglia di benzofenone diventando così rischioso per l’uomo.

L’octocrylene risulta una sostanza rischiosa per la biodiversità marina e per la vita tutta dei mari, nel dettaglio, per i coralli.

Finisce nel mirino della Scienza già da qualche anno tanto da risultare al bando dall’industria dei cosmetici per motivi ambientali, in zone come le Isole Vergini e la Repubblica delle isole Marshall, proprio per la tutela delle barriere coralline e dei loro fondali.

La concentrazione di benzofenone nei cosmetici supererebbe il 100% fino al 200%, e dato che si tratta di una sostanza che la pelle assorbe con facilità, sarebbe una scelta di tutela della salute umana e dell’ambiente vietare l’utilizzo di octocrylene nei cosmetici.

Scrivono i ricercatori nella ricerca: “L’octocrylene sta rapidamente diventando il contaminante ambientale dominante della protezione solare UV, che si trova nelle coste, nei fiumi e nei laghi di tutto il mondo.

La maggior parte delle indagini ambientali cerca questo composto di protezione solare comune, ma pochi studi ambientali o di biomonitoraggio esaminano i metaboliti o i prodotti di degradazione.

Il benzofenone è stato osservato in alcune indagini, ma la sua inclusione nelle indagini metodiche sugli analiti target è stata ampiamente ignorata perché si presumeva che la sua presenza fosse trascurabile o inesistente.

Se l’octocrylene dà origine al benzofenone, le indagini ambientali e sulla salute pubblica dovrebbero includere attivamente il benzofenone come analisi quantitativa mirata”

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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