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Lotta all’obesità a scuola. Il CNR

La lotta all’obesità e  la promozione di sane pratiche alimentari non può eludere l’universo formativo, in particolare la scuola.

Nell’occhio del mirino le macchinette distributrici nelle scuole, che minano la salute dei ragazzi.

I dati non sono rassicuranti, in un comunicato del CNR si scrive, infatti, che “negli ultimi anni, tra i bambini e i ragazzi italiani, si sta registrando un preoccupante aumento del tasso di sovrappeso e obesità”.

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Proteggere, allora, in primo luogo la salute dei più giovani, individuati tra le categorie più vulnerabili e indifese a causa di una maggiore esposizione a quelle che il CNR definisce “le lusinghe della pubblicità aggressiva”.

Quale allora il ruolo delle Istituzioni?

Un dato non trascurabile riguarda le diverse fasce economiche e il nesso con la scelta degli alimenti.

Scrive il CNR: “il cibo salutare non sempre è economico, mentre quello “spazzatura” è spesso a buon mercato”, fatto che si traduce per le Istituzioni di contrastare le diseguaglianze socio-economico-culturali, fattori determinanti per la condizione di obesità, non sempre legata alla personale e individuale responsabilità ma anche a fattori di reddito e all’istruzione.

Già nel 2016, si presentò una proposta di legge a firma di alcuni senatori, tra cui Dallai del CNR, sulla regolamentazione delle macchinette distributrici di alimenti.

La proposta si arenò alla Commissione affari sociali.

Eppure, si tratta di una soluzione fattibile e a costo: “Il Cnr ha lavorato sia nei nuovi bandi riguardanti il servizio ristorazione, sia alleandosi direttamente con l’attuale servizio catering del Cnr di Roma (“Gestione servizi integrati”) per avere a disposizione anche macchinette “salutari”, i cui prodotti sono attualmente scelti da circa il 40% dei dipendenti della sede”.

Ciò  ha portato a un progetto, denominato “Una macchinetta per amica”  che, in collaborazione con la  Siprec (Società italiana per la prevenzione cardiovascolare), la Lithuanian Heart Association e l’Ehn (l’European Heart Network) di Bruxelles, è stato esportato nel mondo della scuola italiana e lituana grazie alla fattiva collaborazione di dirigenti scolastici, docenti e ristoratori di alcuni istituti superiori italiani (il Giorgi-Woolf di Roma, il Manzoni di Latina e il Rossi di Priverno) e lituani.

Il progetto ha previsto seminari di educazione alimentare rivolti agli studenti e l’installazione, accanto alle attuali macchinette distributrici di cibi e bevande ricchi in grassi, zuccheri, sale e calorie, di macchinette con alimenti a medio-basso contenuto in grassi, zuccheri, sale e calorie.

In pratica, hanno inserito, ad esempio, acqua, yogurt in vasetti e da bere, succhi di frutta senza zuccheri aggiunti, fette biscottate, crackers senza grassi aggiunti, patatine non fritte, “chips” croccanti non fritte, frutta fresca essiccata, frutta secca, biscotti ipocalorici, barrette ipocaloriche.

Ove, invece, nella scuola era presente un bar, hanno messo a disposizione anche panini salutari a base, ad esempio, di tonno sgocciolato e pomodoro, di bresaola o fesa di tacchino o prosciutto senza grasso e insalata o pomodoro e frutta di stagione.

 

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