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Sindrome premestruale se è invalidante

La sindrome premestruale conosce forme severe e invalidanti per le donne che ne soffrono.

I sintomi sono legati alla ciclicità mestruale e variano da soggetto a soggetto.

In pratica, le alterazioni ormonali e la diminuzione di estrogenie, soprattutto di progesterone, tipica della fase premestruale, possono determinare, in alcune donne, una fragilità maggiore e una maggiore esposizione a dolori e alterazioni dell’umore.

La sindrome premestruale presenta diversi sintomi fisici e psicologici.

Queste caratteristiche psico-fisiche insorgono con un anticipo di 5 oppure 7 giorni prima del ciclo mestruale.

Possiamo, comunque, individuare dei fattori di rischio, rispetto alla sindrome premestruale, riconducibili alla storia medica familiare, disturbi d’ansia e depressione ma anche sovrappeso, consumo eccessivo di caffè e mancanza di magnesio e calcio.

L’associazione Ita – Pms, Associazione Nazionale Sindrome Premestruale offre informazione su come intervenire.

Seppur non esista un metodo unico per affrontare il disturbo della sindrome premestruale, nelle sue forme meno severe è possibile intervenire sullo stile di vita della persona e sull’alimentazione, integrando, ad esempio, micronutrienti come la vitamina B6, il calcio o il magnesio.

Si prendono in esame anche rimedi naturali come l’erba d’agnocasto che riduce il dolore mammario oppure l’iperico, un ottimo modulatore dell’umore.

Chi soffre di sindrome premestruale può adottare terapie ormonali, ovviamente sotto stretto controllo medico, e quindi, intervenire con le pillole anticoncezionali su un’ovulazione dolorosa.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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