Strategia della parola: cos’è

Per strategia della parola si intende l’usufruire della forza delle parole per promuovere un’alimentazione che prediliga piatti a base di vegetali.

Una recente polemica di Greenpeace contro i vertici Ue indicava come la maggioranza dei fondi disponibili Ue per la promozione dei prodotti agricoli, si destinasse al comparto della carne.

La polemica nasceva da una ricerca di Greenpeace che analizzava i progetti di promozione su finanziamento europeo di ben 8 paesi: Polonia, Spagna, Italia, Austria, Danimarca, Germania e Irlanda.

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I dati emersi dicevano che solo il 19% del budget totale Ue era stato speso per promuovere frutta e verdura.

La strategia della parola rappresenta una promozione dei prodotti agricoli vegetali.

Possiamo riassumerla nel presentare con descrizioni allettanti preparazioni semplici e salutari come la zucca in padella, oppure bietole in salsa chili, o ancora fagiolini allo scalogno ha avuto effetti sorprendenti sulle scelte degli avventori, studenti e impiegati, della caffetteria all’Università di Stanford.

strategia della parola

La ricerca sulla strategia della parola è stata pubblicata dalla rivista di nutrizione Nutrition Foundation of Italy: “Dall’indagine, che è durata 46 giorni, durante il quadrimestre autunnale 2016, è emerso che, rispetto a una presentazione descrittiva di base dei piatti (es.: zucca in padella), il ricorso a termini più allettanti (es.: spicchi di zucca spadellati all’aroma di aglio e zenzero) ha aumentato la scelta dei piatti vegetali del 25%.

La scelta di definizioni accattivanti, che definiamo come strategia della parola, ha promosso il consumo del 35% anche rispetto a una presentazione focalizzata sui benefici della preparazione (es: spicchi di zucca in padella ad alto contenuto di antiossidanti) e del 41% rispetto a una comunicazione basata su caratteristiche strettamente di salute (es.: zucca in padella senza zuccheri aggiunti)”.

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Gli Autori concludono che questi risultati dovrebbero indurre a rivedere gran parte delle soluzioni finora adottate, per promuovere il consumo di verdura.

La “strategia della parola”, infatti, sembra funzionare per il cervello adulto così come accade per il cervello infantile, stimolato dall’associazione tra ricette a base di verdure e caratteristiche positive dei supereroi.


La presentazione allettante, la strategia della parola,  per piatti a base vegetale indurrebbe il consumatore ad accantonare l’associazione “cibo salutare-cibo poco gratificante”, evitando la reazione paradossa di scarso senso di sazietà, dichiarato da chi sceglie per obbligo e non per piacere un piatto a base di verdure.

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