Asma e sport

Un rapporto controverso quello tra asma e sport, un tema che si estende anche ai soggetti allergici e alla rinuncia allo sport nei mesi primaverili, quando si acuiscono i sintomi.

L’attività sportiva è benefica per tutti ma per chi soffre d’asma e allergie è necessario prendere le giuste misure preventive.

In un articolo apparso sulla rivista Pharmastar si dichiara come il 60% di pazienti asmatici vive lo sport come una barriera.

Nel caso dei bambini asmatici, sono proprio i genitori a ridurre il tempo dello sport, con conseguenze sul peso dei bambini e qualche difficoltà di tipo emotivo.

È bene, quindi, chiarire la relazione che intercorre tra asma e sport.

Un documento sull’argomento asma e sport dell’American Thoracic Society indica l’importanza del riscaldamento prima dell’esercizio fisico.

“Spendere 5-10 minuti per riscaldarsi prima di un esercizio fisico può aiutare a prevenire la comparsa di sintomi d’asma durante l’attività”.

Esiste un legame tra asma e sport ma è controllabile, regolabile, prevenibile.

Il documento raccomanda di riscaldarsi con un semplice esercizio come camminare lentamente per poi aumentare progressivamente la velocità.

“Puoi anche fare qualche saltello divaricando le gambe (quelli che in inglese vengono chiamati jumping jacks) cominciando muovendo prima le braccia e poi anche le gambe”.

Raffreddarsi lentamente per 5-10 minuti dopo l’esercizio può aiutare a prevenire i sintomi d’asma che compaiono dopo il termine dell’attività fisica.

“Il tuo esercizio di raffreddamento può essere una camminata o dello stretching”.

asma e sport

I sintomi dell’asma possono presentarsi ugualmente anche se hai usato il farmaco broncodilatatore prima dell’attività fisica.

Se dovessero comparire bisognerà rallentare il ritmo dell’esercizio.

“Se i sintomi continuano a peggiorare potresti aver bisogno di usare una terapia di soccorso a rapida azione come il salbutamolo. Anche se hai già assunto questo farmaco prima dell’attività fisica è opportuno assumerlo nuovamente per alleviare sintomi d’asma. Se senti che la tua respirazione sta limitando la tua facoltà di svolgere attività fisica parlane con il tuo medico”.

Importante, quindi, non interrompere la terapia con corticosteroidi per via inalatoria, per prevenire le crisi asmatiche ed evitare un peggioramento potenzialmente pericoloso della patologia, se non quando espressamente indicato dallo specialista curante.

asma e sport

“Il buon controllo dell’asma, garantito da una cura regolare, permette anche di svolgere attività fisica che protegge dal peggioramento della malattia.

Lo sport aiuta perché potenzia la muscolatura, facilita la respirazione e riduce il rischio di sovrappeso e obesità, un fenomeno in crescita anche nei piccoli pazienti asmatici che tendono ad essere più sedentari per paura di un aggravamento dei sintomi.”

Così come dice il Dr. Alberto Macchi, Dirigente Primo Livello-ASST Sette Laghi Varese Clinica di Otorinolaringoiatria, Università degli Studi dell’Insubria e Past President IAR (Accademia Italiana di Rinologia) su Pharmastar.

Asma e sport non è in un rapporto di concausa e i problemi possono insorgere anche in un ambiente domestico, continua infatti il Dr. Macchi:
“Le cause che favoriscono le allergie sono anche dentro casa.

Bisogna porre attenzione anche all’ambiente domestico: l’inquinamento indoor (muffe, acaro della polvere) è un agente irritante per chi soffre di rinite allergica, l’affezione più comune a carico delle alte vie aeree. È importante eliminare il più possibile il contatto con gli allergeni, mettendo in atto semplici abitudini: areare l’ambiente, utilizzare aspirapolveri con filtri HEPA, spazzolare il pelo degli animali per eliminare residui di polline, fare una doccia e cambiarsi quando si rientra a casa, evitare assolutamente il fumo.

Le norme di prevenzione vanno seguite a casa come anche la terapia: a domicilio si può continuare l’aerosolterapia prescritta dal medico, rispettando semplici regole (igiene delle mani, corretta pulizia degli strumenti, uso personale del dispositivo).

Osservando norme di prevenzione, imparando a riconoscere i sintomi senza fare confusione (le allergie non portano febbre), e seguendo le terapie, l’allergico può tenere sotto controllo la patologia”.

 

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