Stereotipi di genere: pensare una nuova comunicazione

Gli stereotipi di genere rappresentano una parte della cultura dominante, sono capaci di indicare comportamenti e pensieri collettivi che, in chiave androcentrica, evidenziano un problema comunicativo sul drammatico tema della violenza contro le donne.

Uscire, allora, dagli stereotipi di genere si traduce nella possibilità di affrontare con nuovi linguaggi, visivi e linguistici, il tema degli abusi fisici e psicologici sulle donne.

Ad accendere l’attenzione sull’importanza dell’uscire dagli stereotipi di genere la campagna Comunicattive che evidenzia, con un’attenta analisi, il ruolo delle immagini e del linguaggio comunemente usato nelle campagne di comunicazione, indicatore, in molti casi, di veri e propri stereotipi di genere.

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La campagna Comunicattive individua, ad esempio, nella descrizione della vittima di abuso, un sottotesto impreciso: la solitudine della vittima.

Secondo quest’analisi visiva, la donna rappresentata comunica uno stato inerme di fronte alla violenza maschile e così fotografata, sola e rannicchiata, acuisce una percezione di persona indifesa e senza strumenti per contrastare l’abuso.

Eppure le donne denunciano, parlano, fanno rete e reagiscono alla violenza.

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Sostituire allora, l’immagine angosciante di una donna incapace di reagire, a un’immagine plurale che raffiguri la solidarietà di genere e lo spirito collaborativo, sarebbe un’assunzione di uno stato delle cose più realistico e compatibile con i percorsi che le donne che hanno vissuto situazioni di violenza maschile intraprendono nei centri anti violenza, e in tutte le realtà sociali in cui crescono insieme agli altri.

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Superare gli stereotipi di genere, allora, come superamento di un processo comunicativo di vittimizzazione al femminile, perché si faciliti un percorso di reale liberazione dalla violenza maschile da parte delle donne.

Le situazioni denunciate nei centri anti violenza, descrivono spesso, manipolazione e violenza psicologica; la violenza di genere è una realtà ampia che non possiamo sintetizzare con l’immagine del pugno di un uomo.

È necessario amplificare il messaggio dell’importanza del contrastare la violenza contro le donne, e per farlo è necessario cambiare le campagne comunicative e superare gli stereotipi di genere.

Il ricatto economico, la pressione psicologica e la violenza fisica sono alcuni dei volti della violenza maschile sulle donne, in altre parole, la comunicazione è la prima a non denunciare la realtà delle cose.

La produzione del senso parte dalla cultura e dalle sue forme di comunicazione, e i simboli in cui ci riconosciamo, devono agire come propulsori di un cambiamento tanto reale quanto necessario.

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