Sanità & Diritti

Payback dispositivi medici: scatta la protesta

Arrivano le contestazioni sul payback per i dispositivi medici dalle imprese fornitrici del comparto sanità che allertano sullo stato di salute del SSN.

Il CDM con il Decreto Bollette dà il via a nuove misure per la Sanità così come proposto dal Ministro Schillaci.

Introdotto nel 2015 dal Governo Renzi il payback è il rimborso del 50%, da parte delle imprese fornitrici, della spesa regionale in eccesso, in altre parole, qualora la Regione dovesse superare il tetto massimo previsto di spesa, le aziende fornitrici si farebbero carico di un rimborso.

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Lo stanziamento governativo per allentare la stretta del payback sulle imprese fornitrici di dispositivi medici è di 1, 1 miliardi di euro a fronte dei 2,2 miliardi di spesa.

Fifo Sanità esprime in un comunicato, un forte dissenso chiedendo la cancellazione del payback: “Il payback è stato introdotto con riferimento a un tetto base di spesa a livello nazionale che a sua volta è stato fissato senza alcun fondamento di analisi.

Per tutti questi motivi FIFO Sanità chiede la cancellazione del payback.”

A rincarare la dose della protesta contro il payback dispositivi medici è PMI Sanità che tuona sulla difficile sopravvivenza delle imprese medio e piccole.

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A rischio le forniture di dispositivi come stent, valvole cardiache e dispositivi salvavita, e le previsioni sull’efficienza del sistema sanitario da parte dei fornitori, non sono tra le più rosee.

Aziende chiuse in segno di protesta per un giorno e una manifestazione a Roma svoltasi ieri, è la forma di protesta messa in atto da PMI e Confcommercio.

Non solo dispositivi medici.

Il decreto Bollette dispone, altresì, nuove norme sulla regolamentazione del lavoro del personale sanitario.

Il personale sanitario, qualora interrompesse volontariamente il rapporto di lavoro dipendente con una struttura pubblica in favore di un operatore SSN privato, non potrà più ricostituire nel pubblico il rapporto di lavoro.

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