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Balneazione sicura: regole e criticità

La balneazione è alle porte, anche in vista dei cambiamenti che avverranno dopo il 4 maggio.

L’acqua marina non è un vettore di trasmissione del virus Sars-CoV2.

L’infezione, quindi, potrebbe trasmettersi, non attraverso l’acqua stessa ma attraverso l’aria espirata qualora due nuotatori si trovassero troppo vicini.

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Il distanziamento, quindi, va mantenuto anche in acqua.

Il contagio, infatti, potrebbe avvenire, non per l’inquinamento del mare, ma perché lo porta l’uomo.

Sul sito della Società Nazionale del Salvamento, ( https://www.salvamento.it/news/coronavirus-il-mare-e-le-spiagge/), società presieduta dal professor Giuseppe Marino,  è presente un documento che spiega le misure di cautela necessarie per poter andare al mare nonché  misure di tutela che i gestori dovranno adottare.

La balneazione, perché sia sicura, necessita di regole per gli addetti ai lavori e per gli utenti.

Il mare di per sé non dovrebbe trattenere il virus.

La letteratura scientifica riporta un solo studio olandese che dimostrerebbe la persistenza di Sars CoV 2 nelle acque nere.

La persona infetta, però,  potrebbe rilasciare il virus mentre espira durante la nuotata.

Eppure la carica virale dovrebbe disperdersi con rapidità grazie alla presenza delle correnti d’acqua, dei raggi ultravioletti e della salinità dell’acqua, ambiente del tutto sfavorevole al virus.

“Il mare ha un potere auto depurante enorme”.

Ciononostante bisognerà, per nuotare in sicurezza, mantenere le distanze anche in mare.

Evitare il contagio in acqua come a terra, cioè, con tosse e starnuti.

Sui lidi bisognerà predisporre dei corridoi di accesso al mare sufficientemente larghi, per consentire la separazione delle persone.

Sarà opera dei gestori mantenere pulita la sabbia con frequenti lavaggi così da favorire il filtraggio e la dispersione di elementi patogeni, non solo, quindi, il Coronavirus.

Una balneazione sicura non può fare a meno del bagnino.

Il bagnino è una figura irrinunciabile ma va tutelata.

Per questo si procederà con periodici test sierologici e tamponi.

Il bagnino, inoltre, sarà dotato di attrezzatura adeguata come il pallone di AMBU per le manovre di rianimazione o la pocket mask che evitano il contatto diretto con il soggetto da rianimare.

Disincentivare l’uso di giochi da spiaggia e scambio tra gli utenti e predisporre la presenza e il libero accesso a gel disinfettanti per le mani.

È evidente che le attività di intrattenimento non possono svolgersi perché pericolose per la salute propria e degli altri.

Che cosa succederà sulle spiagge libere?

Bisognerà agire con etica e cautela per tutelarsi reciprocamente.

Leggi anche: https://www.salutebuongiorno.it/2020/04/unestate-in-cabina/

 

 

 

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