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Pasta fatta in casa un ristoro anche per la mente

Pasta, se preparata in casa può dare ristoro non soltanto al palato che potrà gustare un piatto sano e genuino ma anche alla nostra mente.

Cucinoterapia?

Perché no.

Miscelare gli ingredienti per preparare la pasta in casa e impastarli è un’attività rilassante e agisce in maniera benefica sul sonno e sull’umore.

Perché?

Si tratta di una vera e propria esplorazione sensoriale che risulta utile per l’attività motoria delle mani, propedeutica ad attività ulteriori come la scrittura.

Questa tra le motivazioni che spingono gli esperti a consigliare la preparazione della pasta in casa come attività ricreativa anche per i bambini.

Nel mondo bambino il processo di trasformazione dell’impasto non solo coadiuva lo sviluppo di fantasia e immaginazione ma anche quello relativo al piacere psico-affettivo, un piacere legato alla sfera tattile e quindi fisica.

La manipolazione della pasta lo aiuta nell’esplorazione della percezione dei sensi oltre che limare la coordinazione oculo-manuale.

Per quello che riguarda la genuinità della pasta preparata in casa, non ci sono molti dubbi.

Soprattutto se arricchita con verdure, la pasta fatta in casa, offre un apporto di potassio, fibre, calcio e magnesio superiori a quella comprata.

Dagli spinaci alla zucca, dalla barbabietola a carciofi, la pasta fatta in casa, anche grazie alla presenza delle uova che apportano proteine complesse e vitamine A e D non presenti nella farina, è un prodotto estremamente salutare.

Se pensiamo in termini di calorie, la pasta fresca apporta 270 chilocalorie ogni cento grammi circa, contro le 350 di quella secca pesata a crudo.

Se amate le paste ripiene come ravioli e tortelli non ci sono molte raccomandazioni se non quella di dare vita alla nostra fantasia.

I ripieni di carne o pesce, verdure o legumi possono essere idee valide e sane.

Attenzione alla conservazione, la pasta fresca è un prodotto pastorizzato e per questa ragione va conservato in frigo a una temperatura compresa tra i 2 e i 4 gradi, per non più di due o tre giorni.

 

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