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Frutta secca riduce il colesterolo

Il consumo di frutta secca è oggetto d’osservazione da parte della scienza della nutrizione, per la sua rilevanza in tema di salute dell’uomo.

La frutta secca è largamente prodotta in Italia: dalle noci alle mandorle, dalle nocciole ai pistacchi fino ai pinoli, non vanno incluse nella categoria della frutta secca le arachidi che sono, invece, legumi.

frutta secca

Le mandorle risultano particolarmente ricche di calcio e vitamine E e B2, mentre le nocciole sono caratterizzate da una buona quantità di acidi grassi polinsaturi omega 3 in particolare di acido alfa linolenico (ALA), precursore di omega-3 a lunga catena, dotati di importanti ruoli funzionali nell’organismo.
I pinoli sono ricchi di fosforo mentre i pistacchi lo sono di calcio.

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La frutta secca in genere, rappresenta, così come scrive la rivista Nutrition Foundation of Italy, una buona fonte di proteine, e hanno un rilevante contenuto lipidico, in genere ricco di acidi grassi insaturi.

Inoltre importante è l’apporto di vitamine (soprattutto B1, B2, B6, E e A), e minerali quali fosforo, magnesio, calcio, zinco e potassio.

È da notare anche il buon contenuto di fitosteroli (che possono contribuire al controllo del tasso di colesterolo nel sangue) e altre molecole con funzione antiossidante e antinfiammatoria.
Gli studi scientifici si sono concentrati su soggetti senza patologie gravi, pur con parametri che possono indurre patologie, quali alti livelli di colesterolo serico.

Scrivono gli autori: «Il consumo regolare di frutta secca esercita effetti favorevoli sul profilo lipidico: si osserva infatti una riduzione del colesterolo totale (tra il 2 e il 16%) e delle LDL, le lipoproteine più aterogene, note in genere come “colesterolo cattivo” (che si riducono tra il 2 e il 18%), in soggetti sani rispetto ai controlli.

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 Questi dati scaturiscono da una revisione sistematica degli effetti del consumo di noci sulla lipemia, riportati in 415 studi pubblicati.

In particolare sono state dimostrate associazioni significative tra il miglioramento del profilo lipidico e il consumo di 40-84g/die di noci vere e proprie (4 studi), 5-100g/die di mandorle (3 studi), 72 g/die di noci pecan 81 studio), oltre a 35-68 g/die di arachidi (2 studi)»
Infine anche in donne diabetiche di tipo 2, il consumo di 5 porzioni (da 28 g ciascuna) di frutta secca alla settimana, e in parte anche di burro di arachidi (16 g), hanno dimostrato effetti favorevoli sul sistema cardiovascolare, associati a riduzione del colesterolo LDL, del colesterolo totale e della apolipoproteina B 100, principale componente proteica delle LDL aterogene 3.

 

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