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Zoom Dysmorphia e aumenta la domanda di ritocco facciale

Con “Zoom Dysmorphia” si indica una richiesta di perfezionamento del proprio volto a chirurghi estetici, dovuta, in primo luogo, dall’insoddisfazione della resa della nostra immagine sulle piattaforme virtuali, tra cui la nota Zoom.

A Pandemic of Dysmorphia: “Zooming” into the Perception of Our Appearance è un articolo di Shauna M. Rice, Emmy Graber  e  Arianne Shadi Kourosh, pubblicato sulla rivista “Facial Plastic Surgery & Aesthetic Medicine”.

Secondo quanto scritto nel testo dalle autrici, “La pandemia globale ha visto un massiccio spostamento verso il lavoro e la vita a distanza, con persone che trascorrono quantità record di tempo su piattaforme virtuali (di seguito denominate collettivamente “Zoom”) con prove che indicano che queste tendenze remote persisteranno anche quando le condizioni miglioreranno”.

In pratica la vita virtuale su Zoom e le altre piattaforme virtuali sembra influenzare il modo in cui le persone percepiscono sé stesse.

Gli autori hanno notato un aumento dei pazienti che citano la loro comparsa su Zoom come motivo per cercare cure, in particolare per quanto riguarda l‘acne e le rughe.

Livelli più elevati di coinvolgimento sui social media hanno dimostrato di essere correlati a una maggiore insoddisfazione del corpo. 

Mentre prima della pandemia e dell’adozione del lavoro smart, i pazienti usavano i selfie e una serie di app di fotoritocco per creare versioni filtrate di sè stessi, “dismorfismo di Snapchat“, oggi l’afflusso di pazienti che sperano di assomigliare di più al loro sé modificato ha causato una diffusa preoccupazione per il suo potenziale di innescare il disturbo dismorfico del corpo. 

Zoom mostra una versione inedita di sè stessi in movimento, una rappresentazione di sé che pochissime persone sono abituate a vedere quotidianamente.

Ciò può avere effetti drastici sull’insoddisfazione del corpo e sul desiderio di ricorrere a procedure cosmetiche.

Ma perché le webcam sono così inquietanti per gli utenti? 

Durante le conversazioni nella vita reale, non vediamo i nostri volti parlare e mostrare emozioni, e certamente non confrontiamo i nostri volti fianco a fianco con gli altri come facciamo nelle videochiamate. 

Le telecamere possono distorcere la qualità video e creare una rappresentazione imprecisa del vero aspetto.

Uno studio ha scoperto che un ritratto preso da 12 pollici di distanza aumenta la dimensione del naso percepito del 30% rispetto a quello preso a 5 piedi.

“È importante che i pazienti riconoscano i limiti delle webcam e comprendano che sono, nella migliore delle ipotesi, una rappresentazione errata della realtà” scrivono le autrici.

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