Attacchi hacker in aumento in Italia

Attacchi hacker, attacchi alle strutture informatiche pubbliche; gli attacchi informatici, che rientrano in ciò che chiamiamo cybercrime, sono sempre più frequenti e sofisticati.

A divulgare i dati sul cybercrime e sugli attacchi hacker è il rapporto Clusit relativo al 2021.

Dati preoccupanti sulla cyber sicurezza che rilevano, infatti, a livello globale, un aumento del 10% rispetto all’anno prima di attacchi hacker nel mondo.

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Le ripercussioni sono gravi, sia per quel che riguarda l’aspetto economico e sociale ma anche da un punto di vista geopolitico.

Secondo il quadro geografico descritto dal rapporto Clusit, la maggioranza dei casi di attacchi hacker riguardano gli USA, dove si registrano il 45% dei casi di cybercrime in flebile calo rispetto al 2020, mentre aumentano in Europa, dove si riscontra il 21% di attacchi informatici contro il 16% dell’anno precedente.

La situazione in Italia è in pieno trend con quella europea.

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Nel nostro Paese si rileva una crescita di attacchi malware e botnet, con un numero di server compromessi del +58%.

Nel mirino degli attacchi hacker Sanità (+13%) e Istruzione (+9%).

Le infezioni riguardano anche i nostri cellulari con la presenza nelle prime posizioni di “FluBot, un malware per dispositivi Android che si distribuisce attraverso link di phishing condivisi grazie a SMS o app di messaggistica”.

 In Italia i settori più colpiti si confermano il Finance/Insurance e la Pubblica Amministrazione, obiettivi che insieme costituiscono circa il 50% dei casi.

A questi si aggiunge quello dell’Industria che ha presentato l’aumento più significativo, dal 7% del 2020 al 18% del 2021.

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Le tecniche di attacchi informatici si diversificano in misura sempre maggiore, sfuggendo ai monitoraggi e i controlli di sicurezza, in pratica sono difficili da intercettare.

È di queste ore la notizia di un attacco hacker alle Ferrovie dello Stato, di cui non si conosce ancora l’origine.

Il cybercrime è la motivazione dell’86% dei cyber attacchi, in crescita a livello globale rispetto all’81% del 2020 (+16% in termini assoluti), un trend che non accenna a diminuire.

Tra gli attacchi gravi di dominio pubblico, l’11% è riferibile ad attività di Espionage e il 2% a campagne di Information Warfare.

“In questo scenario, le organizzazioni devono assolutamente restare al passo con l’evoluzione delle tecniche di attacco le quali seguono una naturale evoluzione verso lo sfruttamento dei punti di ingresso più deboli, inclusi gli individui.

Il problema si fa meno tecnico, più metodologico e sempre più specialistico”.

 

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