Editoriale

Carne sintetica: l’Italia ha un piano

Comunemente indicata con “carne sintetica” questo è un prodotto da laboratorio più precisamente detto carne coltivata in laboratorio.

Il disegno di legge approvato dal Governo italiano vieta consumo e vendita della carne sintetica destinata alla comunità umana e animale.

Coldiretti – associazione italiana agricoltori – è nelle file della parte anti- carne sintetica e sposa la causa governativa atta a conservare il patrimonio agroalimentare e la salute degli italiani.

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Al seguito di Coldiretti troviamo mezzo milione di italiani che rispondono all’appello degli agricoltori firmando una petizione lanciata dalla categoria contro il cibo da laboratorio.

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Come si ottiene la carne sintetica?

A rispondere è un articolo della ricercatrice Chiara Sabelli sulla rivista Nature.

“La carne coltivata si ottiene prelevando cellule adipose e muscolari da animali vivi e facendole crescere e differenziare in un brodo nutriente in un bioreattore. 

I ricercatori utilizzano quindi impalcature 3D o tecniche di bioprinting per approssimare la consistenza di vari tagli di carne”.

Risale al 2013 il primo esempio di carne sintetica, un hamburger da laboratorio prodotto in Olanda.

La carne sintetica ha dei vantaggi?

Il discorso sui vantaggi è strettamente legato alla riduzione dell’impatto ambientale e la sicurezza alimentare.

L’EFSA, l’agenzia dell’UE per la sicurezza alimentare con sede a Parma, non ha ancora ricevuto alcuna domanda per i prodotti di cibo da laboratorio, e a causa delle normative UE sul libero scambio, il disegno di legge italiano non potrebbe impedire l’importazione di carne coltivata da altre parti d’Europa, se fosse approvato dall’EFSA.

Il fronte del NO sulla carne sintetica è tutto italiano.

Eppure, produrre alimenti a base di cellule, eviterebbe, secondo il fronte del SI, la necessità di uccidere gli animali e favorirebbe l’ambiente.

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E se in Italia vige un pensiero “basato su principi di precauzione”, così come dichiara alla stampa il ministro Schillaci, ancora Francesco Lollobrigida, ministro per l’agricoltura e la sovranità alimentare, ha affermato che l’obiettivo del disegno di legge è quello di “tutelare la nostra cultura e la nostra tradizione, anche enogastronomica”.

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